Il blog del Mikelin

L’Italia agli italiani!!!

Jesus Camp

http://www.youtube.com/watch?v=SeyvTup3xjU

Filmato 1/9 poi gli altri in sequenza.

Jesus Camp è un documentario sui movimenti estremisti cristiani negli Stati Uniti.
Sembra (quasi) peggio del fondamentalismo islamico.

Sembra la trama di un film horror: Un gruppo di scienziati pazzi (i preti) creano un virus (il fondamentalismo religioso) capace di trasformare in zombie (senza cervello proprio) tutte le persone dotate di scarsa intelligenza e facilmente condizionabili (i vari adepti).

30/05/2009 Pubblicato da mikelin | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

I fuoriusciti dai Neocatecumenali (da wikipedia)

I fuoriusciti

Critiche al cammino neocatecumenale provengono da alcuni fuorisciti dal movimento. Le critiche riguardano principalmente:

* presunti casi di plagio psicologico [72] [73]
* una presunta tendenza ad incoraggiare matrimoni endogamici che riguarderebbe gli aderenti non sposati[74][75]. Tale presunto “obbligo di endogamia”, tuttavia, non risulta dall’analisi dei documenti del Cammino, ad esempio non se ne fa mai menzione nello Statuto né negli Orientamenti alle Équipes di Catechisti [76] né nel sito Web ufficiale del movimento;
* la struttura dottrinale e rituale ritenuta eccessivamente rigida e accusata di essere orientata a scoraggiare i dubbi religiosi degli aderenti [77] facendo leva sui sensi di colpa e le paure [78].

25/03/2009 Pubblicato da mikelin | Uncategorized | | Ancora nessun commento.

Guidonia, i rumeni le hanno prese in carcere. Nota negativa: non le hanno prese abbastanza!

Guidonia, la denuncia: “I romeni arrestati, picchiati in caserma”

da “Il Giornale” del 30/01/09

Roma – “Pestati a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei carabinieri di Guidonia”. Alcuni dei sei romeni accusati di violenza sessuale, arrestati lunedì notte a Guidonia, hanno denunciato i maltrattamenti a Rita Bernardini, la parlamentare radicale che, insieme a Sergio D’Elia, segretario dell’Associazione “Nessuno Tocchi Caino”, è andata oggi a visitarli nel carcere romano di Rebibbia. “Abbiano potuto constatare di persona – spiega la parlamentare – che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti dei sei romeni, segnalazione che ci hanno spinto ad effettuare la visita ispettiva”. La Bernardini ha annunciato che presenterà sulla vicenda un’interrogazione ai ministri della Difesa e della Giustizia. La denuncia dei Radicali Nel corso di una visita al carcere di Rebibbia, i due esponenti dei Radicali hanno incontrato questa mattina i sei romeni accusati di violenza sessuale e rapina aggravata. “Quello che abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva”, hanno comunicato in una nota la Bernardini e D’Elia. “Su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra – hanno proseguito i due onorevoli – Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l’altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei carabinieri di Guidonia. Del resto, non ci sentiamo di escludere che i sei romeni abbiano subito ulteriori maltrattamenti, seppure di minore intensità e violenza fisica, anche al momento dell’ingresso a Rebibbia”. “Proprio nei casi di reati del tipo in questione, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate – hanno, poi, concluso – Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un’interrogazione urgente ai Ministri della Difesa e della Giustizia”.

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30/01/2009 Pubblicato da mikelin | Uncategorized | , , , , , , , , , | 6 Commenti

IL DEMAGOGO IN TRAPPOLA di Mario Giordano

Editoriale de Il Giornale del 29/01/09

“Finirà così. Finirà con Di Pietro, Grillo, Travaglio e Pancho Pardi da soli in piazza ad insultare il mondo senza capire perché il mondo non li segue. Finirà così: quattro amici al bar convinti di essere Napoleone e magari anche di saper risanare le Ferrovie. Finirà con lo scolapasta in testa e urla sempre più alte davanti a platee sempre più vuote. Sguardi invasati per vedere il nulla. Finirà così: dopo aver attaccato tutto quello che c’è da attaccare finiranno per prendersela con Braccobaldo, Giove Pluvio, l’incredibile Hulk e Pippi Calzelunghe (colpevole anche lei di silenzio mafioso: in effetti ha la coda, anzi i codini, di paglia). E poi finiranno, forse, per esaurimento offese. E per esaurimento nervoso.
Ieri c’erano poco più di mille persone nella ridotta di piazza Farnese. Erano tanti, erano giovani, erano forti: dove sono finiti? In principio fu Piazza Navona. Poi quella sede sembrava troppo grande. E allora hanno ristretto l’orizzonte, forse anche per essere proporzionati alla loro ampiezza di vedute: niente da fare. Non riescono più a riempire neanche una vasca da bagno. Girotondo intorno al vuoto: le presenze erano più rade e casuali che i capelli sulla testa di Paolo Brosio. Il prossimo appuntamento, chissà, forse se lo daranno dentro una tazzina di caffè.
Le immagini sono eloquenti. Grillo che si faceva pagare per riempire i palazzetti, ora non riesce ad attirare pubblico nemmeno gratis. Da Travaglio che si può pretendere? La Guzzanti? Non pervenuta. Camilleri? Ha la credibilità di chi si professa martire del regime berlusconiano nel giorno in cui esce il suo libro pubblicato da Mondadori. Resta lui, Tonino il moralizzatore con la fuga di notizia al seguito. Le ultime vicende devono averlo parecchio innervosito: basta guardarlo in faccia. Di lucido pare che gli siano rimasti solo gli occhi. Una volta potevano sembrare spiritosi. Adesso sono solo spiritati.
E allora non ci stupisce che arrivi a dare del «mafioso» al presidente della Repubblica? Quando si costruisce tutta una carriera politica sull’aggressione all’avversario, bisogna continuare ad aggredire. Quando si coagula attorno a sé consenso sulle demonizzazioni, bisogna continuare a demonizzare. Demonizzare il presidente del Consiglio? Non basta più. Demonizzare l’intero Parlamento (covo di presunti criminali)? Non basta più. Sempre più in alto, come con la famosa grappa e con lo stesso grado di veleno alcolico. Il Quirinale. Il Papa. E la prossima volta chi finirà nel calderone dei «mafiosi»?
Di Pietro è scivolato in una trappola mortale. Per cercare consenso deve alzare sempre più i toni, ma alzando i toni sono sempre meno quelli disposti a seguirlo. Se non continua a urlare sparisce, ma se continua a urlare la gente si disperde. E così lui, che vorrebbe presentarsi come garante di tutte le istituzioni, non fa altro che offenderle. Lui, che vorrebbe essere la voce del popolo, rimane solo. Ieri l’hanno capito tutti. Ma proprio tutti tutti. Chissà, forse pure Veltroni.”

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29/01/2009 Pubblicato da mikelin | Politica | , , , , , , , , , , , , | 12 Commenti